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Maggio 2015, Sorbolo ospita la Pallacanestro Reggiana

Al Palasport di Sorbolo il boato che accoglie i campioni della Pallacanestro Reggiana, al loro ingresso sul parquet, ha la stessa intensità di quello che irrompe sulla scena al momento di una tripla decisiva, messa a segno sul filo della sirena. Vista con gli occhi dello spettatore disinteressato, l’essenza del basket potrebbe essere racchiusa in questa «semplice» immagine. Chi invece è parte integrante ed emotiva della palla a spicchi, sa perfettamente che attorno a questa disciplina così spettacolare ruota un universo capace di incarnare i valori più autentici dello sport, a cominciare dalla passione e dal divertimento. Provate un po’ a chiedere ai 150 bimbi e ragazzi della Sorbolo Basket School che, in un indimenticabile pomeriggio, suddivisi in gruppi, coronano il sogno di giocare sotto gli occhi di due protagonisti della massima serie cestistica: Achille Polonara, 24enne ala-pivot della Grissin Bon e della Nazionale italiana, e Adam Pechacek, centro di nazionalità ceca, classe 1995. Nelle partite «normali», la rotazione tra i giocatori iscritti a referto si misurerebbe nel minutaggio accumulato, tra campo e panchina. Nelle occasioni «speciali» come questa, invece, ciascun interprete è chiamato a fare la spola tra il parquet e le tribune: chi gioca cerca così il rimbalzo, l’assist o la via del canestro; chi resta (temporaneamente) sugli spalti, ha il compito di sostenere e di incitare a gran voce i compagni di squadra. «Scuola di Tifo», giustamente, è lo slogan che accompagna un progetto, sposato dalla Federazione Italiana Pallacanestro, cui la Sorbolo Basket School ha voluto aderire. Perché nell’alimen – tare, in ognuno di questi giovanissimi cestisti, il senso di appartenenza al proprio club, la «lezione» dei campioni rafforza lo spirito di squadra e la cultura del rispetto per l’avversario. «Rivolgere un brutto gesto nei confronti di un giocatore dell’altra squadra o ricoprirlo di insulti è un atteggiamento inqualificabile, che non appartiene certamente al mondo dello sport – fa notare Polonara -: così facendo si trasmette un pessimo insegnamento ai tanti ragazzi che vengono al palazzetto per assistere ad una partita di basket e trascorrere qualche ora all’insegna del tifo appassionato. Che cosa rappresenta, per me, la pallacanestro? Direi tutto. È una disciplina di squadra, ma che richiede pure intelligenza nell’applicazione degli schemi e della strategia tattica. Negli anni del settore giovanile – svela il cestista azzurro – non ho mai pensato di arrivare, un giorno, in serie A. Magari ci speravo, certo, ma per quanto mi riguarda, in quel periodo, il basket era solo divertimento allo stato puro». Parla già come un veterano il giovanissimo Pechacek, indicato come uno dei migliori prospetti del panorama cestistico europeo. «Nell’arco della carriera un giocatore può anche vestire dieci casacche diverse, ma la cosa che più conta sono i rapporti con le persone: tecnici, dirigenti, compagni di squadra, tifosi. Le amicizie che instauri, te le porti dietro tutta la vita» dice ai ragazzi della Sorbolo Basket School. Ed aggiunge: «Per diventare un bravo giocatore, occorre fare sacrifici: allenarsi con intensità e dare il meglio di se stessi, anche quando il coach ti chiama in causa soltanto per tre minuti.. E poi bisogna ascoltare i consigli dei compagni più esperti, ma soprattutto avere il temperamento giusto per reggere alle pressioni che accompagnano una stagione. Le critiche? Fanno parte del gioco e devono stimolare, chi le riceve, a migliorarsi». Accanto al sindaco di Sorbolo, Nicola Cesari, c’è il presidente del sodalizio, Antonello Cantoni. «La presenza di Polonara e Pechacek non è semplicemente uno spot per l’intero movimento cestistico locale, bensì un’opportunità per i giovani, per instillare nelle loro menti una visione “diversa” del basket, orientata al divertimento e non già al risultato agonistico» afferma Cantoni. «Questa giornata rispecchia appieno il senso che vogliamo dare alla nostra attività quotidiana – spiega -: un laboratorio di passione, all’interno del quale la pallacanestro si pone come una forma di cultura, uno strumento per la crescita e la formazione delle nuove generazioni»

da Gazzetta di Parma (by Ufficio Stampa SBS)

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